Recensione – Educazione fisica

 

Grazie alla geniale idea di Manuela Lo Sicco e Sabino Civilleri, gli autori dello spettacolo “Educazione fisica”, il teatro Duni di Matera si è trasformato per una sera in una palestra ospitando 13 inesperti giocatori alle prese con un crudele allenatore. L’intento degli alunni è quello di dare il meglio di sé per lasciare il segno durante l’allenamento, dovendo però affrontare il dispotico allenatore, che si dimostra antisportivo e spietato sin dalla prima scena, in cui prova piacere nello sgonfiare il pallone da gioco. Egli si propone di insegnare il coraggio e il valore ai suoi studenti autodefinendosi l’alter ego di Leonida, comandante spartano che guidò alla morte il suo esercito. Il rapporto che costruisce con loro risulta assolutamente negativo e diseducativo in quanto egli esalta solamente se stesso e la sua pianta, considerata l’unico alunno modello da curare e lodare durante il suo percorso di crescita. Da sottolineare la grande coordinazione e la sincronia degli attori, che diventano realmente una squadra durante scene suggestive nelle quali i palleggi di tutti si fondono perfettamente tra loro con il ritmo della musica. Lo spettacolo, povero di recitazione, mette in risalto infatti il linguaggio corporeo, che si rivela ricco di significati simbolici. La bravura degli attori sta quindi soprattutto nel controllare perfettamente allo stesso tempo il movimento del proprio corpo e quello del pallone. Grande emozione riescono a trasmettere anche i suoni, molto rari ed originali, come quello del pallone che si sgonfia, quello del fischietto (strumento che simboleggia il potere del professore), e le monocordi esclamazioni dei giocatori, esclamazioni che si trasformano in motti ed ideali da perseguire. Un singolo allievo colpisce il pubblico in confronto agli altri, diverso per il palleggio, per le ambizioni e anche per un apparentemente banale cappellino rosso, che per il personaggio che lo possiede, diventa alla fine un motivo di discriminazione. Un altro simbolo insito nei costumi riguarda le maglie dei singoli giocatori, inizialmente dai colori vivaci e diverse da personaggio a personaggio, poi ridotte ad un’unica maglia di colore bianco che, in contrasto con quella arancione, rappresenta l’obbiettivo degli studenti che si mettono in competizione tra loro per ottenere il ruolo da titolare e il riconoscimento del loro allenatore. Chi si aspettava di vedere uno spettacolo che mettesse in scena i fondamentali del basket, è stato probabilmente deluso . Ciò che è andato in scena è stato invece uno spettacolo forte, carico di spunti di riflessione e spesso difficile da capire. Del mondo dello sport assume solamente l’ambientazione, ma i suoi significati sono molto più profondi e trasferibili ad ogni situazione.

09/03/2012

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di Sei personaggi in cerca di Attori

3 commenti su “Recensione – Educazione fisica

  1. Da questa recensione intuisco chiaramente che questo spettacolo sarebbe stato, anche per me che non sono una sportiva, ricco di significato e molto interessante. A volte infatti le emozioni colpiscono in maniera più forte e diretta quando vengono espresse con gesti, sguardi, invece che con lunghi discorsi. Sicuramente la compagnia che ha portato in scena questo testo è stata molto coraggiosa nel limitare le parti recitate e a puntare invece sul linguaggio corporeo, ma sicuramente il risultato è stato un successo! Voi siete riusciti a mettere in evidenza l’originalità, e allo stesso tempo l’unicità di questo spettacolo. Bravi!

  2. Ciao ragazzi, sono Manuela Lo Sicco volevo ringraziarvi di cuore dell’attenzione che ponete nei confronti di un mestiere, quello dell’attore e piu’ semplicemente del mondo Teatro, ormai cosi’ rara tra i giovani. Con questo spettacolo volevamo principalmente parlare a voi, arrivare ad una comunicazione diretta con chi si pone riflessioni che riguardano il presente. Continuate a seguirci. Noi, se siete d’accordo, pubblicheremo la vostra recensione ed il vostro punto di vista viaggerà con la documentazione dello spettacolo. Ciao a presto.

  3. Purtroppo manco da molto a questi spettacoli per impegni personali, ma da quello che ho letto, ho notato che vi ha fatto molto riflettere sui valori dello sport che molte volte sono distorti per il desiderio di competizione. Fa piacere vedere che ci sono ancora ragazzi come voi che sanno percepire l’autenticità dello sport e questa qualità oggi non è per niente comune. Bravi ragazzi e aspetto la vostra prossima recensione sperando di poter essere presente anche allo spettacolo. Ciao ragazzi!!

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